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Di che cintura sei?

Arti MarzialiPosted by gymnnazen 07 Dec, 2016 13:00:48
Una delle domande più frequenti, quando si incontra un praticante di arti marziali, è chiedere quale cintura abbia, sottointendendo quindi che il valore del praticante sia definito dal grado della sua cintura.
Questa è una tendenza che abbiamo in molte cose. Ad esempio nella scuola, in cui si confonde spesso la valutazione della prestazione scolastica con il grado dell'apprendimento dell'allievo, o ancora peggio con il valore della persona valutata.
Per mia esperienza anche nel mondo dell'arrampicata succede la stessa cosa, dove il grado e la difficoltà della parete che riesci a superare ti definisce come una targa attaccata sul petto!
Ma anche il mondo del lavoro non è da meno. Potremmo definirla una logica del profitto "allargata" a tutti i contesti della vita!
Più vado avanti nel mio percorso di crescita, più ho la sensazione che le cose da apprendere, conoscere, scoprire diventino esponenzialmente grandi, restituendomi una sensazione di "piccolezza"!
Sembra quindi, paradossalmente, che più ci si inoltra e si cerca di esplorare i confini del proprio sapere e del proprio essere e più ci si accorge della vastità che ci circonda, di fronte al quale non possiamo che provare un profondo senso di umiltà per quel pezzetto di esperienza che ci appartiene e rispetto per l'impegno e lo sforzo che ciascuno compie per espandere il proprio.
Concludendo si potrebbe dire, quindi, che più è elevato il livello della nostra esperienza (la nostra cintura) più si diventa consapevoli della propria "relativa ignoranza" e quindi umili curiosi, sempre pronti a scoprire in ogni angolo frammenti di cose nuove da scoprire, conoscere e apprendere. Se questa è la nostra disposizione d'animo, la gratitudine diventa allora un sentimento che di base regola i nostri rapporti, poiché da ogni persona possiamo imparare qualcosa.

Federico

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